Seleziona una pagina

Coronavirus, come parlarne ai bambini

da | 6 Mar 2020

Le misure cautelative cui siamo sottoposti in queste settimane a causa dell’epidemia di COVID-19 possono metterci a dura prova.

Oltre ai comprensibili timori del contagio, che possiamo scongiurare grazie alle misure consigliate da OMS, medici ed esperti del Ministero della Salute, è necessario fare chiarezza sul disagio causato dall’interruzione della quotidianità. Scuole chiuse, prime esperienze di smart working, saracinesche abbassate per molti negozi programmi in senza concorrenti o senza pubblico, sospensione di eventi sportivi e culturali possono alimentare un disagio crescente.

Per allontanare la paura sono necessarie due parole chiave: fiducia e chiarezza.
È necessario affidarsi alla scienza e ai consigli che gli esperti stanno ripetendo a gran voce. Sottovalutare il pericolo oppure manifestare un’eccessiva apprensione sono atteggiamenti da evitare, per non contribuire al diffondersi della psicosi e per interagire in maniera positiva con gli altri, soprattutto con i bambini.
La chiusura delle scuole, in particolare, è il provvedimento che sta mettendo in difficoltà le famiglie italiane. Si è reso necessario l’intervento dei nonni oppure delle baby-sitter, ma qualora queste soluzioni non fossero auspicabili i genitori hanno dovuto rimboccarsi le maniche, portando i bambini a lavoro oppure richiedendo formule di telelavoro nell’attesa – e con l’auspicio – di misure quali congedi parentali eccezionali. Ma come fronteggiare e spiegare l’attuale stato di emergenza ai più piccini?

È qui che entra in campo la fiducia: i bambini imparano ad affidarsi a genitori e figure parentali che dimostrano di sapersi affidare a loro volta, per esempio alla scienza. Ma bisogna essere altrettanto chiari: è importante spiegare ai più piccini, in maniera ferma ma senza scadere negli allarmismi, che ci troviamo di fronte a un’influenza ancora poco conosciuta, che è necessario prestare più attenzione per sé e per la comunità, in modo da preservare anche le persone anziane e malate adottando misure igieniche e stili di vita corretti.
Queste giornate possono anche diventare un’occasione per imparare a stare insieme.
La frenesia della società attuale ci porta spesso a dimenticare che l’infanzia è la tappa più delicata dello sviluppo della personalità dei bambini e che in questa fase bisogna dar vita al rinforzo positivo e al cosiddetto attaccamento sicuro. Approfittiamo perciò dell’evento straordinario – la chiusura delle scuole – per riscoprire la nostra infanzia e coinvolgere i bambini in giochi coinvolgenti e divertenti. Dai puzzle alla cucina, dai giochi manuali a piccoli esperimenti per insegnare le prime regole sociali attraverso l’imitazione e sperimentare le abilità fisiche attraverso la conoscenza di suoni, colori e consistenza fisica del mondo.
È importante inoltre cercare di rispettare le abitudini dei bambini, come l’ora della sveglia oppure quella dei pasti, e coinvolgerli ove possibile in passeggiate all’aria aperta.
Prestiamo infine attenzione a possibili manifestazioni di ansia o paura che possono esprimersi in diversi modi, per esempio, reazioni psico-somatiche o variazioni nel comportamento e, se necessario, non esitiamo a contattare un professionista.

Potrebbe interessarti:

Halloween: il piacere di avere paura

Halloween: il piacere di avere paura

C’è qualcosa di profondamente affascinante nel desiderio di avere paura. Lo sappiamo quando guardiamo un film horror, quando raccontiamo storie di...

Quando finisce una psicoterapia?

Quando finisce una psicoterapia?

Una delle domande che, prima o poi, mi sento fare è: “Ma quando finisce una terapia?” A volte viene posta direttamente. Altre volte arriva in modo...