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La Strega della Bella Addormentata: Il Potere del Rifiuto e il Trauma dell’Esclusione

da | 23 Mar 2025

Tra i tanti antagonisti delle fiabe, la strega de La Bella Addormentata (nota come Malefica nella versione Disney o come la fata malvagia in altre tradizioni) è una delle figure più affascinanti e complesse. Non è spinta da sete di potere o desiderio di conquista, ma da un’emozione profondamente umana: il rancore per essere stata esclusa.

Questa strega non è il male assoluto, ma il simbolo di qualcosa di più sottile e psicologicamente potente: la rabbia e il dolore che nascono quando qualcuno viene rifiutato, ignorato o privato di un riconoscimento che ritiene dovuto. In questo senso, il suo ruolo nella fiaba non è solo quello di “cattiva”, ma anche di una forza che porta alla trasformazione.

L’Esclusione Come Ferita Profonda

La storia racconta che, durante il battesimo della principessa Aurora, vengono invitate tutte le fate, tranne una. Questo gesto, apparentemente semplice, diventa l’evento scatenante della vendetta della strega. Sentendosi umiliata e messa da parte, trasforma la sua frustrazione in un atto distruttivo: il famoso incantesimo che condanna la principessa a cadere in un sonno profondo.

Questo elemento fiabesco ha un forte richiamo psicologico: l’essere esclusi o rifiutati può scatenare emozioni potenti e spesso distruttive. In termini psicologici, possiamo interpretare la strega come la personificazione della ferita narcisistica, ovvero il dolore che proviamo quando sentiamo di non essere visti, valorizzati o rispettati.

Perché il Rifiuto Fa Così Male?

L’esclusione sociale è una delle esperienze più dolorose per la psiche umana. Studi neuroscientifici hanno dimostrato che il cervello reagisce al rifiuto in modo simile al dolore fisico (Eisenberger et al., 2003). Questo significa che essere messi da parte, ignorati o sminuiti non è solo una questione emotiva, ma ha un impatto reale sulla nostra percezione del mondo e su come costruiamo le nostre relazioni.

Quando una persona viene ripetutamente esclusa o sminuita, può sviluppare:

• Rabbia e desiderio di vendetta, come accade alla strega nella fiaba.

• Chiusura emotiva e diffidenza verso gli altri.

• Una percezione distorta di sé, con sentimenti di inadeguatezza o superiorità compensativa.

La Strega Come Simbolo del Lato Oscuro Rimosso

Nelle fiabe, la strega rappresenta spesso il lato oscuro che la società cerca di nascondere o reprimere. In La Bella Addormentata, la strega è la fata dimenticata, colei che non è stata riconosciuta, la parte scomoda che viene esclusa perché ritenuta pericolosa o inopportuna.

Ma ciò che viene rimosso, come insegna la psicologia del profondo, ritorna sempre. E infatti, la strega non scompare: torna con una maledizione, dimostrando che ignorare le emozioni negative non le cancella, ma le rende più potenti.

Nella vita reale, accade lo stesso: le emozioni represse non svaniscono, ma trovano altre strade per manifestarsi, spesso in modi distruttivi. Affrontare il proprio dolore e riconoscere le proprie ferite è l’unico modo per non lasciare che si trasformino in rabbia o desiderio di vendetta.

Il Sonno di Aurora e il Processo di Maturazione

La maledizione della strega costringe Aurora a un lungo sonno, simbolo di un blocco nello sviluppo. In psicologia, possiamo leggere questo elemento come la fase in cui una persona evita di affrontare il dolore e resta in uno stato di passività emotiva.

Solo con il tempo (e con il giusto incontro trasformativo, rappresentato nella fiaba dal principe) Aurora può svegliarsi. Questo non significa che qualcuno dall’esterno “salvi” la persona, ma che attraverso nuove esperienze e nuove relazioni si può ritrovare la possibilità di vivere in modo più consapevole.

Conclusione: Integrare la Strega per Evitare la Maledizione

La storia della strega de La Bella Addormentata ci insegna che l’esclusione e il rifiuto possono generare dolore e distruzione, se non vengono elaborati. Ma ci mostra anche che ogni parte di noi, anche la più oscura, merita di essere riconosciuta.

Nel nostro percorso di crescita, dobbiamo chiederci: quali parti di noi stiamo escludendo? Quali emozioni rifiutiamo? Perché solo integrando la nostra ombra possiamo evitare che diventi una maledizione.

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