Ti è mai capitato di avere una scadenza importante, un esame, un progetto di lavoro o una decisione difficile da prendere… e improvvisamente sentire un irresistibile bisogno di riordinare casa?
La scrivania deve essere perfetta.
Gli armadi vanno sistemati.
Il pavimento sembra improvvisamente sporco.
Persino quel cassetto che non aprivi da anni diventa una priorità.
Benvenuti nel mondo del procrasticleaning.
Che cos’è?
Il procrasticleaning è la tendenza a dedicarsi alle pulizie e al riordino per evitare, almeno temporaneamente, un compito percepito come più impegnativo o emotivamente faticoso.
Non è semplice pigrizia.
È una forma di procrastinazione che si traveste da produttività.
Alla fine della giornata possiamo dire di aver fatto molte cose.
Il problema è che non abbiamo fatto quella davvero importante.
Perché succede?
Dal punto di vista psicologico, il nostro cervello tende a evitare ciò che genera ansia, incertezza o paura del fallimento.
Riordinare, invece, offre vantaggi immediati.
Il risultato è visibile.
La gratificazione è rapida.
Abbiamo la sensazione di riprendere il controllo.
Mentre il problema che stavamo evitando resta lì, ad aspettarci.
L’illusione del controllo
Pulire una stanza è molto più semplice che affrontare una scelta difficile, una tesi da scrivere, una conversazione delicata o un cambiamento importante.
Quando il mondo interiore appare confuso, mettere ordine nel mondo esterno può dare una temporanea sensazione di stabilità.
In fondo, è più facile organizzare un armadio che organizzare alcune parti della propria vita.
Quando diventa un problema
Naturalmente tenere in ordine la casa è una buona abitudine.
Il problema nasce quando il riordino diventa sistematicamente una fuga.
Quando ogni volta che dobbiamo affrontare qualcosa di importante troviamo mille attività secondarie da svolgere.
Non stiamo più scegliendo di pulire.
Stiamo evitando di affrontare ciò che ci mette emotivamente alla prova.
Nel mio lavoro
Nel mio lavoro incontro spesso persone che si definiscono procrastinatrici.
Ma, esplorando meglio, emerge che non stanno evitando il compito.
Stanno evitando l’emozione associata a quel compito.
La paura di non essere all’altezza.
Il timore di sbagliare.
L’ansia del giudizio.
La procrastinazione, molto spesso, non riguarda il tempo.
Riguarda le emozioni.
In conclusione
Il procrasticleaning ci ricorda una cosa importante.
Non sempre ciò che ci tiene occupati ci sta facendo andare avanti.
A volte stiamo semplicemente sostituendo un’attività difficile con una più rassicurante.
La domanda, allora, non è:
“Perché continuo a pulire?”
Ma:
“Quale emozione sto cercando di non incontrare?”
Perché, spesso, il vero disordine non è nella casa.
È dentro quella parte di noi che aspetta di essere ascoltata, invece che evitata.



