Ogni tanto, nel dibattito pubblico o nelle conversazioni quotidiane, capita di sentire frasi come:
“Da quando fai terapia sei cambiato.”
“Da quando fai terapia sei cambiata.”
“Prima eri più disponibile.”
“La terapia ti ha reso egoista.”
Sono affermazioni che possono ferire e confondere chi ha investito tempo, energie ed emozioni in un percorso di crescita personale.
Ma è importante fare una premessa.
Una situazione che, nel mio lavoro, incontro raramente
Come psicoterapeuta, devo dire che questa è una situazione che incontro piuttosto raramente.
Nella maggior parte dei casi, quando una persona sta meglio, il cambiamento viene riconosciuto e apprezzato anche da chi le sta vicino.
Partner, familiari e amici vedono una persona più serena, più equilibrata, più consapevole e spesso anche più capace di vivere relazioni sane.
Per questo sarebbe sbagliato trasmettere l’idea che la terapia generi abitualmente critiche o ostilità.
Fortunatamente non è così.
Perché allora a volte accade?
Quando succede, il motivo raramente è il miglioramento della persona.
Più spesso riguarda il cambiamento degli equilibri relazionali.
Una persona che per anni ha messo sempre gli altri al primo posto può iniziare a riconoscere anche i propri bisogni.
Chi evitava ogni conflitto può imparare a esprimere il proprio punto di vista.
Chi viveva costantemente alla ricerca dell’approvazione altrui può diventare più autonomo nelle proprie scelte.
Questi cambiamenti sono generalmente positivi, ma richiedono anche agli altri un adattamento.
La nostalgia della persona di prima
A volte chi critica non lo fa per cattiveria.
Può provare una sorta di nostalgia per la versione precedente della persona.
Quella che era sempre disponibile.
Sempre accomodante.
Sempre pronta a sacrificarsi.
Ma vale la pena chiedersi:
quella persona stava davvero bene oppure stava semplicemente rinunciando a sé stessa per mantenere l’equilibrio delle relazioni?
La terapia non insegna a pensare solo a sé
Uno dei luoghi comuni più diffusi è che la psicoterapia renda le persone egoiste.
In realtà una buona terapia insegna qualcosa di molto diverso.
Aiuta a trovare un equilibrio tra sé e gli altri.
Aiuta a riconoscere i propri limiti.
Aiuta a comprendere che l’amore non richiede necessariamente il sacrificio continuo di sé.
Crescere significa anche ridefinire le relazioni
Ogni percorso di crescita comporta una trasformazione.
Non si può cambiare senza che qualcosa intorno a noi cambi a sua volta.
Questo non significa rompere i legami.
Significa renderli più autentici.
Più liberi.
Più basati sulla scelta che sull’abitudine.
Nel mio lavoro
Le persone che incontro raramente diventano “altre persone” dopo una terapia.
Piuttosto diventano più vicine a ciò che sono sempre state.
Più consapevoli delle proprie emozioni.
Più capaci di esprimere bisogni e desideri.
Più libere di essere sé stesse.
E nella grande maggioranza dei casi questo miglioramento viene riconosciuto anche da chi le circonda.
In conclusione
Le persone che criticano i risultati di una terapia esistono, ma rappresentano una minoranza delle situazioni che incontro nella pratica clinica.
Molto più spesso accade che il benessere di una persona diventi una risorsa anche per le sue relazioni.
E quando emerge qualche critica, vale la pena ricordare una cosa:
non sempre chi cambia sta diventando egoista.
A volte sta semplicemente imparando a non dimenticare sé stesso o sé stessa mentre continua ad amare gli altri.



